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E tu, che tipo di risparmiatore sei?


Dal terzo e ultimo "Rapporto sui Risparmi e gli Investimenti degli Italiani" condotto da Assogestioni/CENSIS, emerge ancora una volta la fotografia di un popolo di formiche che risparmia tanto, soprattutto in cash. Questa, in sintesi, la reazione prevalente degli italiani alle turbolenze e incertezze di questo ultimo incredibile periodo storico. Nel Rapporto di Assogestioni/CENSIS sono state individuate 4 differenti categorie di risparmiatori: gli IMPAURITI, i CAUTI, i MODERATI e gli AUDACI.


Le quattro categorie di risparmiatori italiani

Gli IMPAURITI

Gli IMPAURITI (21,5% dei risparmiatori) sono ossessionati dal cash, sono pronti ad ampliarne la quota anche a scapito di altre forme di risparmio. In maggioranza donne (53,6%), residenti nel Sud-isole (38,3%) e in comuni tra 30 mila e 50 mila residenti (31,1%). In quote significative ne fanno parte sia operai e assimilati e bassi redditi, pervasi dalle ansie dell’incertezza, che imprenditori, commercianti, professionisti, scottati dagli eventi inattesi (sono il 22,6% del totale).

I CAUTI

Il secondo gruppo sono i CAUTI (30,8%): da sempre poco aperti agli investimenti finanziari, sono animati da una relativa antica sfiducia nella finanza e negli intermediari finanziari, convinti che alla fin fine l’immobiliare sia la migliore soluzione (lo pensa ben oltre un terzo di essi). Aperti al supporto di consulenti competenti, chiari, pronti all’ascolto anche delle loro paure. La buona consulenza può allentare le paure e la preminenza assoluta per il cash di questi risparmiatori.

I MODERATI

Il terzo gruppo sono gli Investitori MODERATI (36,4%). In maggioranza uomini (56,5%), residenti soprattutto nel Settentrione, in particolare nel Nord-Ovest (26,9%), sono risparmiatori pronti a scongelare porzioni del tanto cash accumulato in questa fase. Sono molto pragmatici nelle decisioni sul risparmio, guidati anche nel rapporto con il cash dal saldo del rapporto tra rendimenti, costi dei servizi e rischi degli eventuali investimenti. Platea importante per i consulenti, che vogliono competenti (45,6%) e soprattutto in grado di spiegargli in modo semplice e diretto le ragioni del buon investimento (45,3%). Positivi verso gli strumenti del risparmio gestito, molto apprezzano il breve periodo come soluzione attuale per scongelare cash: il 12,6% predilige investimenti di durata annuale ed un ulteriore 50% di al massimo tre anni.

Gli AUDACI

Quarta tipologia gli AUDACI (11,3%). In prevalenza maschi (76%), con alto titolo di studio (47,2% ha la laurea, 46,9% diploma, 5,9% licenza media). 1 su 5 ha un’attività d’impresa, commerciale e professionale, ed è significativa rispetto agli altri gruppi la presenza di persone con ruoli apicali nel lavoro dipendente pubblico o privato. Con patrimoni robusti, sono propensi a investirne quote in attività ad alto rischio e potenziale alto rendimento. Non credono all’immobiliare (il 67,3% non lo valuta un buon investimento), diffidano per ora dei titoli del debito pubblico e sono abituati a investire in azioni e obbligazioni. Il 78,9% è pronto ad investire in imprese italiane ed economia reale, mentre sono meno interessati agli investimenti Esg. Cercano consulenza di qualità con cui confrontarsi, e la loro parola chiave è diversificazione.



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